Libro autobiografico sulla dipendenza da alcol

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Libro autobiografico sulla dipendenza da alcol

Noi Antabusiani, come sopravvivere all’ Antabuse e sconfiggere la dipendenza da alcol

Di Lucia Besana

 

Libro autobiografico sulla dipendenza da alcolPresentazione del libro autobiografico sulla dipendenza da alcol

“La risata, in alcuni casi, è l’unica arma che ci rimane” cit. e Besana sembra aver fatto tesoro dell’insegnamento, per elaborare quello che, ancor più che un libro sulla dipendenza da alcol, è un “manuale per l’uso”, che affronta con inedita schiettezza il tema dell’alcolismo.

Schiettezza e ironia che non significano banalizzazione o derisione. A essere smascherata, non è solo la dipendenza da alcol con i suoi alibi morali, psicologici e sociali, ma soprattutto la personale esperienza dell’autrice. Non è sempre facile parlare di se stessi, non lo è soprattutto quando c’è da raccontare un passato scomodo, per vergogna, per rimorso, per paura. Besana tuttavia questo passato lo affronta, con semplicità, franchezza e leggerezza.

Ha lottato con tenacia e umiltà, è riuscita a svincolarsi dal suo nemico, ha resistito alle tentazioni, ha accettato di farsi aiutare, ha messo da parte l’orgoglio. Ora pone la sua esperienza al servizio degli altri, lanciando un messaggio di speranza: uscire dal tunnel della dipendenza si può.

La vita è una sola, afferma l’autrice conducendo i suoi compagni di sventura – gli etilisti o, per meglio dire, gli Antabusiani,– attraverso un percorso di riscoperta della vera essenza del quotidiano, lontana dai piaceri effimeri e illusori che dà la dipendenza da alcol, tanto controproducenti quanto deleteri, che spesso si rivelano essere l’anticamera della solitudine.

Il tabù dell’alcolismo viene affrontato e, insieme, superato con una scrittura audace, genuina, diretta che non risparmia alcuna verità e alcun destinatario.

L’argomento è analizzato ab origine, con approfondimenti che investono i meccanismi psicologici e sociali che possono causare l’ossessione e la dipendenza da alcol, ma si fornisce soprattutto, rispetto a essa, una serie di soluzioni operative per farvi fronte. Se da un lato l’ironia rende leggera la lettura e si rivela una delle chiavi volte a esorcizzare il problema, la guarigione effettiva non può che fondarsi su un’acquisizione di consapevolezza, a livello psicologico, e di corretta informazione, a livello pratico.

Besana unisce questi due aspetti offrendo una dissertazione circostanziata riguardo all’uso del farmaco senza dimenticare che c’è bisogno di altro: c’è la forza di volontà, c’è la fiducia in se stessi e la voglia di darsi un’opportunità. E ci sono gli altri.

Besana evidenzia che riscoprire un legame con i propri congiunti – abbandonando quindi reticenze e falsi alibi – è un motivo per non mollare, una spinta a perseverare anche nei momenti di maggiore sconforto.

Noi Antabusiani si colloca, in modo singolare, entro questa sfera relazionale, grazie al dialogo diretto che l’autrice riesce a instaurare con i lettori: Besana è un compagno di viaggio, il suo libro sulla dipendenza da alcol un vademecum da seguire passo dopo passo.

Senza facili moralismi, senza stereotipie, il lettore rivedrà se stesso in ogni azione, in ogni sensazione, in ogni dubbio. E si sentirà capito, perché supportato in ogni fase della giornata o aspetto della vita che potrebbe far sì che si ritrovi faccia a faccia con l’alcol, il mostro da sconfiggere.

Da qui, per esempio, l’esigenza di inserire un ricettario per rendere più facile la preparazione di ogni genere di cibo, astenendosi dall’uso di sostanze “proibite”, o di individuare “i portatori sani di alcol”, come alcuni cibi, medicinali e cosmetici; prodotti che, nella normalità, appaiono innocui ma che possono risultare dannosi per un soggetto in fase di disintossicazione.

Quello delineato dall’opera è un percorso di catarsi a lieto fine, in più livelli: quello dell’autrice, che attraverso la scrittura ha esorcizzato il proprio passato, quello dell’alcolista che attraverso la lettura ha mosso il primo passo verso la rinascita, quello di noi tutti, non-Antabusiani, liberati da qualsivoglia condizionamento morale, tabù o pregiudizio.

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