Famiglia estesa: genitori e figli acquisiti

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Famiglia estesa: genitori e figli acquisiti

Famiglia estesa: un rapporto da costruire insieme. Conflitti, gelosie, incertezza dei ruoli. Vivere in una famiglia estesa richiede pazienza e cooperazione ma raggiungere l’armonia è possibile.

 

Le palline gialle cadono sul terreno sollevando un po’ di terra rossa. Luca si lega le scarpe, io mi infilo i polsini e afferro la racchetta. Mi fa un cenno. Siamo pronti. Oggi vincerò la prima partita di tennis, me lo sento.

Iniziamo con qualche scambio lento a metà campo per riscaldarci. Lui non scherza e la cosa mi suona un po’ strana. Di solito, da buon fiorentino qual è, mi diverte sempre un sacco con le sue “c” aspirate. Probabilmente è più concentrato del solito, mi dico. I primi quattro game scivolano veloci e indolori per entrambi. Lui tiene la sua battuta e io la mia. Di solito a questo punto ho già espresso il massimo del mio potenziale, la soglia dell’attenzione è satura,e inizio a incassare punti su punti. Ma non questa volta. Dieci minuti dopo sto servendo per il set e, inspiegabilmente, lo conquisto. Luca borbotta qualcosa mentre ci avviciniamo alla panchina. Gli dico che può capitare e scherzo sul fatto che almeno oggi mi lascerà vincere.

Mi risponde che il tennis non c’entra nulla: ha dei problemi con Tommaso, il bambino di dieci anni della nuova compagna, con la quale convive da pochi mesi. Mi racconta del litigio della sera prima, di come si sia sentito in obbligo di intervenire per evitare che si facesse male saltando da un divano all’altro, e di come lui abbia reagito con rabbia quando si è sentito sgridato. Da quando vivono insieme i litigi sono all’ordine del giorno.“​Tu non sei mio papà​. Non l’ha detto,ma so che lo stava pensando”, mi dice, “e so benissimo di non esserlo. Un padre lui ce l’ha e non ho intenzione di sostituirmi a lui”.

 

Famiglia estesa: il senso di incertezza

Il senso d’incertezza, il non sapere come comportarsi con i​ figli del partner e quale ruolo ricoprire, sono i problemi tipici della famiglia estesa, dove sono presenti genitori e figli acquisiti. Un fenomeno sociale in crescita, in Italia e all’estero, caratterizzato dall’intreccio di due famiglie – quella vecchia e quella nuova – dove tutti i membri devono rinegoziare la propria identità personale e familiare. Gli ostacoli a questa riorganizzazione riguardano tutti i componenti della rete familiare: bisogna gestire il rapporto tra gli ex-coniugi, porre solide basi per la nuova coppia, evitare conflitti tra l’ex coniuge e il nuovo partner e, cosa molto delicata, favorire un rapporto positivo tra figli e genitori acquisiti. Il fenomeno delle famiglie ricomposte apre innumerevoli scenari di discussione, mostrando nuove sfaccettature ogni volta che lo si guarda da prospettive diverse.

 

Famiglia estesa: una confusione di termini

Una di queste è di carattere (apparentemente) terminologico. Come spiega ​Paolo ​Gambini​, docente di psicologia presso l’Università Pontificia Salesiana, a complicare le cose c’è l’assenza, nella nostra lingua, di nomi specifici per indicare questi nuovi ruoli. Volendo evitare termini come ​patrigno, matrigna​ e ​fratellastri che rimandano alle figure malvagie delle fiabe, si parla più spesso di ​figlio acquisito ​ e​ genitore​ acquisito​, sociale​ o​ terzo​ genitore. Secondo Gambini, tuttavia, non si tratta solo di un problema formale. Al contrario, rispecchierebbe “​il disagio che i membri delle famiglie ricomposte provano nel definire reciproci ruoli e funzioni, e la fatica della nostra società nell’identificare dinamiche familiari non ancora definite”.

 

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