Il comportamento problematico del bambino e la sua funzione comunicativa

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Comportamento problematico nel bambino e la sua funzione comunicativa

Che cosa hai combinato questa volta?

 

“Hai dato un pugno ad un tuo compagno? Oggi per punizione non vai a giocare a calcio!”

“Non puoi lanciare l’astuccio in classe! Adesso ti metto una nota”

“Marco sei sempre tu a disturbare la lezione! Esci subito dall’aula”

“Signora le telefono per comunicarle che suo figlio ha allagato la scuola… di nuovo!”

 

Questi sono alcuni esempi di comportamento problematico che soprattutto nel contesto scolastico vengono definiti come “problematici” e che nella scuola d’oggi, dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di secondo grado, risultano quanto mai frequenti. In questa sede cercheremo di fornire a insegnanti e genitori un modello per leggere queste situazioni in chiave pragmatica cercando di favorire la ricerca di soluzioni anziché scoraggiarsi o spaventarsi di fronte alla gravità di alcuni di questi comportamenti.

Innanzitutto, se il nostro obiettivo è gestire il comportamento problematico dei bambini ed evitarne il ripetersi, bisogna tenere sempre in mente in maniera chiara tre osservazioni:

Tutti i comportamenti problematici dei bambini, anche i più disfunzionali o “assurdi”, hanno una causa
Tutti i comportamenti problematici dei bambini hanno delle conseguenze
Ogni situazione è unica e va analizzata come tale

Sono tre osservazioni apparentemente semplici e banali ma che quotidianamente di fronte ai “problemi” dimentichiamo; davanti al comportamento “sbagliato” del bambino o del ragazzo, soprattutto quando questo risulta particolarmente grave o comporta una lesione a se stesso o ad altri, ci limitiamo a reagire, dimenticandoci che il modo migliore per risolvere un problema consiste nel comprenderne ed eliminarne la causa.

 

Ma quali possono essere le “cause” del comportamento problematico dei bambini?

Come abbiamo osservato ogni situazione è unica e le cause saranno sempre diverse, ma ogni comportamento, risponde ad una stessa funzione che è quella comunicativa. Attraverso le nostre azioni mandiamo dei messaggi agli altri che sono in stretta relazione con l’ambiente sul quale l’individuo cerca di intervenire e con il modo in cui l’ambiente risponde a tali azioni.
Le persone affette da Disturbi dello spettro autistico manifestano:
– Invalidante compromissione dell’interazione sociale reciproca- Marcata e perdurante compromissione della comunicazione che influenza capacità verbali e non verbali
– modalità di comportamento, interessi e attività ristretti, ripetitivi e stereotipati

Questa relazione tra “comportamento problematico del bambino” e comunicazione risulta più evidente nei casi in cui vi siano delle difficoltà comunicative legate ai problemi di comprensione e/o di espressione del linguaggio, come in alcuni casi di bambini con disabilità. Ad esempio, un bambino autistico che non è in grado di esprimere delle richieste all’adulto e che vuole uscire dall’aula per andare in bagno potrà correre verso la porta, se trattenuto, cercherà di liberarsi usando tutte le strategie e gli strumenti che ha a disposizione, tra i quali anche comportamenti etero lesivi come mordere o pizzicare e a quel punto l’insegnante, per evitare che qualcuno si faccia male, lo lascerà uscire. Il comportamento aggressivo ha sostituito la richiesta ma nelle sue conseguenze ha ottenuto dal punto di vista del bambino lo stesso effetto ovvero uscire dall’aula; talvolta infatti un comportamento inappropriato risulta nelle sue conseguenze più efficace delle altre forme di comunicazione e questo ha come grave effetto il mantenimento del comportamento stesso. L’unico modo per evitare che il bambino del nostro esempio morda o pizzichi qualcuno, comportamento che potrebbe diffondersi anche ad altre situazioni (il bambino potrebbe mordere ogni qual volta desideri uscire da un luogo a lui non gradito, così come ogni volta che desideri uscire dall’aula anche se non necessariamente per andare in bagno) consiste nel insegnargli delle modalità alternative di comunicare il suo desiderio di uscire dalla classe.

 

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